Da anni si discute su come affrancare l’Europa dalla totale dipendenza dai colossi tech extra-europei per quanto riguarda le infrastrutture informatiche e la produttività aziendale

In questo panorama in continua evoluzione, l’11 giugno 2026 segna una data importante: il rilascio della versione stabile 9.3.1 di Office.eu, una nuova suite per ufficio open source che punta a ridefinire le regole del cloud collaborativo nel Vecchio Continente.

Office.eu non è il tradizionale pacchetto di programmi da installare sul singolo PC. Al contrario, è una piattaforma basata su DocumentServer progettata nativamente per il web.

  • Modifica collaborativa: Permette di gestire documenti di testo, fogli di calcolo e presentazioni direttamente tramite browser, facilitando il lavoro in team.

  • Integrazione aziendale: È strutturata per essere integrata facilmente all’interno di archivi di file, wiki aziendali e sistemi di project management.

  • Alta compatibilità: Supporta pienamente sia i formati Microsoft Office (DOCX, PPTX, XLSX) sia quelli aperti (ODT, ODS, ODP).

  • Licenza libera: È distribuita sotto licenza open source AGPLv3, con pacchetti pronti per architetture x86_64 e ARM64.

Perché nasce? La rottura tecnica e geopolitica con OnlyOFFICE

Il progetto non nasce da zero, ma è un fork (una diramazione del codice sorgente) di ONLYOFFICE. Questa scissione è stata guidata da un forte consorzio di 12 aziende e organizzazioni tecnologiche europee, tra cui spiccano nomi di peso come Nextcloud, IONOS, XWiki e OpenProject.

Le motivazioni dietro questa scelta sono due:

  1. Sviluppo trasparente: Il team europeo accusava il progetto originale di ignorare le pull request della community e di mantenere istruzioni di compilazione inaffidabili o obsolete. Il nuovo codice è stato ampiamente ripulito per facilitare i contributi esterni.

  2. Fattori geopolitici: Il team principale di OnlyOFFICE ha sede in Russia. Nel tragico contesto della guerra in Ucraina, i promotori di Euro-Office hanno dichiarato che l’attuale situazione politica rende estremamente difficile mantenere la fiducia e la collaborazione necessarie per gestire infrastrutture digitali critiche per l’Europa.

La controversia: The Document Foundation “non ci sta”

Nonostante le nobili premesse sulla sovranità digitale, il rilascio di Office.eu non è stato esente da critiche feroci, arrivate proprio dal cuore del mondo open source europeo: The Document Foundation, l’ente dietro LibreOffice.

Attraverso una lettera aperta, la fondazione ha sollevato due pesanti critiche:

  • Il paradosso dei formati: Office.eu utilizza di default i formati OOXML (lo standard di Microsoft), anziché il formato libero OpenDocument (ODF). Secondo The Document Foundation, una piattaforma che fa della “sovranità digitale” la propria bandiera non può incrementare la dipendenza degli utenti da uno standard controllato da un’azienda americana.

  • Un primato inesatto: L’organizzazione ha inoltre contestato la pretesa di Office.eu di proporsi come “la prima” vera suite aperta in Europa, ricordando che colossi come OpenOffice.org e LibreOffice sono nati in Europa dalle radici del codice StarOffice (della tedesca Star Division).

In Globalsystem guardiamo con grande interesse al lancio di Office.eu. Il supporto nativo al cloud e la spinta di player come Nextcloud lo rendono un prodotto potenzialmente eccezionale per le aziende che vogliono mantenere il controllo totale sui propri dati aziendali, integrando strumenti di produttività direttamente nei propri server.

Tuttavia, il dibattito sollevato da LibreOffice tocca un nervo scoperto dell’innovazione europea: la vera sovranità digitale si ottiene controllando il server dove risiedono i file, o controllando lo standard matematico con cui quei file sono scritti? Probabilmente entrambe le cose. Nel frattempo, Office.eu rappresenta un’alternativa concreta e potente che monitoreremo da vicino per le future integrazioni infrastrutturali.