All’European Data Summit di Berlino è stata presentata la prima suite di disaster recovery interamente europea e sovrana, frutto della collaborazione tra Cubbit, SUSE, Elemento Cloud e StorPool Storage.
Una soluzione che consente alle imprese di proteggere i servizi mission critical, costruire un ambiente di recovery sovrano e rispondere ai requisiti di framework come NIS2, DORA e GDPR, mantenendo il controllo europeo sull’intero stack tecnologico.
Il tema non è tecnico. È strategico.
Dipendere da infrastrutture straniere per compiti sensibili come il disaster recovery è un rischio che aziende e PA non possono più permettersi, specialmente in un contesto geopolitico in cui persino alleati storici come gli USA possono rappresentare una variabile di incertezza per la sovranità sui dati.
Noi lo diciamo da anni.
La nostra identità è sempre stata chiara: indipendente, europea, costruita sulla convinzione che la tecnologia debba rispettare le persone e i territori che la adottano. Non abbiamo aspettato che diventasse una tendenza per scegliere da che parte stare.
Abbiamo fatto scelte coerenti di partner, di architetture, di valori quando non era ancora “di moda” parlare di cloud sovrano.
Oggi il mercato ci dà ragione. E notizie come questa ci confermano che la direzione è giusta.
La sovranità digitale non è un vincolo. È un vantaggio competitivo per chi ha avuto la lungimiranza di costruirla per tempo.
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