Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha acceso i motori per il nuovo incentivo “Voucher cloud e cyber security”, una misura attesissima che mette sul piatto 150 milioni di euro (fondi Sviluppo e Coesione) per sostenere PMI e lavoratori autonomi
Con un provvedimento datato 2 dicembre, è partita ufficialmente la procedura per creare l’elenco dei fornitori qualificati. Ma cosa significa questo per le aziende e quali opportunità si aprono? Facciamo chiarezza.
Obiettivo: Qualità e Sicurezza Certificata
La grande novità di questa misura rispetto al passato è l’attenzione alla qualità dell’offerta. Non basterà acquistare un software qualunque: i servizi agevolabili dovranno essere erogati da operatori qualificati che rispettano standard condivisi con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
L’obiettivo è duplice: spingere l’adozione del Cloud e, contemporaneamente, blindare le infrastrutture digitali italiane contro le minacce informatiche crescenti.
Cosa si potrà acquistare con il Voucher?
Il bonus, che sarà operativo per le imprese nella seconda metà del 2026, coprirà una vasta gamma di tecnologie essenziali per la modernizzazione aziendale.
Le spese ammissibili si dividono in cinque macro-categorie:
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Hardware per la cybersecurity: Firewall, router sicuri, sistemi di rilevamento intrusioni (IDS/IPS).
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Software di sicurezza: Antivirus evoluti, sistemi SIEM, crittografia e gestione delle vulnerabilità.
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Servizi Cloud IaaS e PaaS: Infrastrutture come storage, backup, macchine virtuali e connettività protetta.
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Servizi Cloud SaaS: Software in cloud per la gestione aziendale come CRM, ERP, e-commerce, sistemi HR e applicazioni integrate con l’Intelligenza Artificiale.
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Servizi professionali: Supporto tecnico per configurazione e monitoraggio (fino al 30% del piano di spesa totale).
Nota Bene: Le imprese potranno acquistare o sottoscrivere abbonamenti di durata minima di 24 mesi.
Il percorso: Prima i Fornitori, poi le Imprese
Il cronoprogramma del Ministero è chiaro e strutturato in due fasi distinte per garantire la massima trasparenza.
- Fase 1 (Marzo – Aprile 2026): Accreditamento Fornitori.
Dal 4 marzo al 23 aprile 2026, i provider tecnologici dovranno iscriversi all’elenco ufficiale. Per farlo, dovranno dimostrare di possedere certificazioni rigorose (come ISO 9001, ISO/IEC 27001, o la qualifica QC1 per la PA). Questo passaggio serve a creare un “albo” di fornitori sicuri e affidabili.
- Fase 2 (Seconda metà del 2026): Apertura Sportello per le PMI.
Solo dopo la pubblicazione dell’elenco ufficiale dei fornitori (prevista entro 60 giorni dalla chiusura delle iscrizioni), il MIMIT aprirà lo sportello per le domande di agevolazione da parte di PMI e professionisti.
Ecco una sintesi dei requisiti richiesti ai provider per garantire l’eccellenza dei servizi offerti:
| Categoria di Servizio | Certificazioni Richieste al Fornitore |
| Hardware & Software Cybersecurity | ISO 9001, ISO/IEC 27001 |
| Cloud IaaS, PaaS e SaaS | ISO 9001, ISO/IEC 27001+27017 o CSA Star Level 2 |
| Servizi Professionali | ISO 9001, ISO/IEC 27001 |
Perché prepararsi ora?
Anche se lo sportello per le aziende aprirà nel 2026, conoscere in anticipo il perimetro degli investimenti finanziabili permette di pianificare la propria strategia digitale. Che si tratti di migrare i dati in cloud, rinnovare le difese contro i ransomware o implementare un nuovo CRM, questo voucher rappresenterà una leva finanziaria fondamentale.
In Globalsystem monitoreremo da vicino l’evoluzione della normativa e la pubblicazione dell’elenco fornitori, pronti a supportare le imprese nel cogliere questa opportunità di crescita e messa in sicurezza del business.








