Il 17 settembre 2025 è una data che segna un punto di svolta. Con l’approvazione definitiva del Senato, il Disegno di Legge n. 1146 è diventato ufficialmente la prima legge quadro italiana sull’Intelligenza Artificiale (Legge n. 132 del 23 settembre 2025).
Per le aziende come le nostre, e per tutti i clienti che accompagniamo nella digital transformation, questo non è un semplice adempimento burocratico. È la scelta strategica dell’Italia di non restare spettatrice, ma di esercitare un ruolo attivo e responsabile, coniugando tutela dei diritti, sicurezza e attrazione di investimenti.
I Pilastri: Etica, Sostegno e Certezza Giuridica
La nuova legge stabilisce i principi fondamentali su cui si basa l’utilizzo dell’IA in Italia. Non si tratta solo di regole, ma di una vera e propria cornice abilitante:
- Sicurezza, Etica e Diritti: L’IA deve rispettare i diritti fondamentali e i principi etici.
- Coerenza Europea: Una cornice nazionale che si allinea perfettamente con l’AI Act europeo.
- Sostegno a Imprese e PA: Strumenti concreti per sostenere la ricerca, l’industria e la pubblica amministrazione nell’adozione dell’IA.
- Made in Italy dell’AI: L’obiettivo ambizioso di creare un ecosistema competitivo e sicuro per l’IA italiana.
Focus Lavoro: IA al Servizio del Lavoratore
Un aspetto cruciale e di grande interesse per le aziende è il capitolo dedicato all’Intelligenza Artificiale in materia di lavoro (Art. 11, 12 e 13). La legge chiarisce la direzione: l’IA deve essere uno strumento per migliorare e tutelare il lavoro, non per sostituirlo indiscriminatamente.
1. Migliorare le Condizioni e la Produttività (Art. 11)
L’Art. 11 detta regole chiare e fondamentali per l’utilizzo dell’IA nel rapporto di lavoro:
- Scopo Proattivo: L’IA deve essere impiegata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’integrità psicofisica e accrescere la produttività delle persone (non solo dei processi).
- Dignità e Trasparenza: L’uso dell’IA deve essere sicuro, affidabile, trasparente e mai in contrasto con la dignità umana o la riservatezza dei dati.
- Obbligo di Informazione: Il datore di lavoro è obbligato a informare il lavoratore in merito all’utilizzo dei sistemi di IA, garantendo l’osservanza dei diritti e prevenendo qualsiasi discriminazione.
2. Monitoraggio e Strategia con l’Osservatorio (Art. 12)
Per garantire l’equilibrio tra benefici e rischi, la legge istituisce presso il Ministero del Lavoro l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro.
Questo organismo avrà il compito cruciale di:
- Definire una strategia nazionale sull’uso dell’IA nel lavoro.
- Monitorare l’impatto sul mercato e sui diversi settori.
- Promuovere la formazione specifica per lavoratori e datori di lavoro.
3. IA come Strumento per i Professionisti (Art. 13)
L’IA non è destinata a sostituire le professioni intellettuali, ma a potenziarle. L’Art. 13 lo mette nero su bianco: l’IA è finalizzata al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto, mantenendo la prevalenza del lavoro intellettuale umano. Inoltre, per tutelare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, diventa obbligatorio comunicare in modo chiaro e semplice le informazioni relative ai sistemi di IA utilizzati.
La Vera Sfida Inizia Adesso: Attuazione e Governance
La legge è pubblicata in Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 223 del 25 settembre 2025), ma la vera partita si gioca ora con l’attuazione.
Globalsystem è pronta a supportare le aziende in questa fase cruciale, che vedrà la definizione di:
- Decreti Attuativi: Per definire come la legge si traduce in prassi operative.
- Linee Guida: Per monitorare i rischi e gestire l’adozione etica.
- Incentivi Specifici: Per la filiera industriale e l’ecosistema dell’innovazione.
L’IA è il motore del futuro, e l’Italia ha appena fornito la mappa stradale.
Siamo di fronte a un’opportunità storica per rendere il Made in Italy dell’IA sinonimo di innovazione responsabile e competitività globale.
E la tua azienda, ha già definito la sua strategia AI in linea con la nuova normativa?








